Ci siamo quasi...
Quando si iniziano i lavori di casa non si sa mai dove (e quando) si andrà a finire. Vedo già le teste di chi sta leggendo e ci è già passato, si muovono tutte avanti e idietro all'unisono per annuire...
Parti con tanta energia, con un entusiasmo che stenti a frenare, con la speranza che tutto si svolga nelle modalità, nei tempi e nei budget stabiliti. Tutto è bello. Ma non sarà così...
Poi ogni giorno ne succede una: c'è un imprevisto, un errore di qualcuno che qualcun'altro deve rimediare, il materiale che non arriva o, peggio, arriva sbagliato, l'elettricista che litiga con il muratore, quello che si è dimenticato che proprio lì ci andava una finestra...volete che continui con la lista ??? Meglio di no, per la vostra pazienza.
Ad un certo punto è un caos completo, i tempi iniziano a scappare e tutto diventa occasione perchè tutti se ne vadano altrove..."senti, io vado, tanto qui se non viene prima tizio io non posso fare niente, devo fare un lavoretto da un'altra parte, una cosa da poco, fra un paio di giorni torno e finisco"; TUTTI FANNO COSI', (anche quel "tizio" il cui lavoro è indispensabile per far andare avanti gli altri), soprattutto nei periodi dell'anno in cui bisogna "accontentare tutti"...e quei 2 giorni possono diventare anche 2 o 3 settimane, in questi periodi.
Oppure quelli che ti chiamano, mentre sei a lavoro a 40 Km di distanza, e ti chiedono di prendere una decisione importante per telefono, così, su due piedi, altrimenti (indovinate ???) se ne vanno..."ma cazzo, ci siamo visti ieri sera, non potevamo parlare anche di questo ???". E' pretendere troppo.
Il muratore (o l'elettricista, l'idraulico, o chi per loro...) pensa una cosa alla volta, e quando ci pensa poi vuole che tu sia a sua completa disposizione in qualsiasi momento, per prendere una decisione...sennò se ne va o, peggio, fa come gli pare. E in questo ultimo caso, Dio e ne scampi e liberi...
Allora inizi ad attaccarti al telefono e a dispensare minacce e bestemmie a destra e manca, sperando che serva a qualcosa...ma otterrai un solo risultato, quello di trovarti con la pressione a 200 e un fegato degno di un alcolizzato...
La grande macchina degli impresariotti dell'edilizia (perchè son tutti impresari, eh...) funziona così...si fa come cazzo ci pare, tanto ora il lavoro c'è, ecchissenefrega se tizio ha magari uno sfratto e attende i nostri lavori; si aprono 10 cantieri anche se se ne possono gestire soltanto 2, gli altri aspetteranno. Ma intanto il lavoro è preso...
Fortunatamente per noi i tempi non erano un grosso problema, se non per la nostra pazienza e la nostra salute mentale, nessuno ci buttava fuori di casa, quindi siamo andati avanti rimandando di mese in mese la data dell'inaugurazione...che nel frattempo è diventata quasi una barzelletta.
A dire il vero io ad un certo punto ho anche un po' tirato i remi in barca: la somma di stress provenienti da varie direzioni mi ha letteralmente esaurito, e ho lasciato le briglie e ho staccato l'interruttore, avrei preferito subire delle torture piuttosto che far l'ennesima telefonata di sollecito. Fortunatamente ho al mio fianco una ragazza d'oro che s'è impegnata tantissimo al posto mio, e alla fine ha tirato avanti la baracca quasi da sola. Senza di lei questo post l'avrei scritto più in là, sicuramente...
Insomma, tanti problemini...ma ad un certo punto tutto comincia ad assumere contorni più netti...quello che fino a un giorno prima avevi visto come un semplice cantiere inizi a vederlo improvvisamente come casa tua, le cose iniziano ad apparire come le avevi immaginate, tutto si perfeziona, è sempre più pulito, più rifinito, sempre più casa.
E ritornano la gioia e l'entusiasmo, a cancellare quasi tutto.
Adesso siamo quasi arrivati, c'è la consapevolezza di aver raggiunto un obiettivo quasi inarrivabile, la casa che molti sono convinto desidererebbero, assolutamente al di sopra delle nostre aspettative e, forse, dei nostri meriti.
Per questo dobbiamo ringraziare tutti quelli che hanno reso possibile la realizzazione di un sogno, i nostri genitori, tutti quelli che hanno collaborato o ci hanno dato consigli, o magari mobili...ma questa è un'altra storia, avremo modo di riparlarne in seguito.
Portando gli scatoloni non provo quell'emozione mista a paura che quasi tutti mi hanno raccontato di aver provato nei giorni del trasloco. Non so, sarà che ormai si parla di questa casa da un sacco di tempo e quindi mi ci sono potuto "abituare", "preparare", ma io provo SOLO e UNICAMENTE una grande GIOIA.
have fun, ride free









